venerdì 3 giugno 2016

Le Himitsu Bako




Come dicevamo (info) sebbene le Himitsu Bako compaiono ufficialmente dopo il 1830 queste erano certamente presenti già molto tempo prima.
Non riuscendo a trovare informazioni in merito riguardo il periodo precedente, non possiamo che analizzare la portata dei flussi Oriente-Occidente per considerare se ci fossero state comunque delle influenze dell'illuminismo settecentesco europeo, se non in termini culturali in termini di merci e scoperte. L'analisi di  Donald  KEENE (The  Japanese  discovery  of  Europe,  1720-1830,    Stanford  University  Press, 1969) ci può aiutare non poco a percepirne l'influenza tra i due mondi. Sicuramente i rapporti commerciali tra olandesi e "nipponici" avviati nel 5-seicento erano migliorati non poco. Diversi giapponesi erano poi soliti viaggiare in Europa per fame di conoscenza e per portare informazioni utili, e competenze tecniche del mondo occidentale, non meno di come olandesi e portoghesi facevano con la Cina e col Giappone. Se fino al 1600 c'era stata non poca diffidenza soprattutto dai parte delle genti del sol levante, sia per i pregiudizi, sia per problemi linguistici (le traduzioni erano ancora difficoltose) sia perché il Giappone era una società molto arretrata, nel tardo 700 i rapporti migliorano non poco. Il cambiamento di rotta nei confronti di quei marziani occidentali portò a far accettare con maggiore interesse anche le influenze culturali.
Chi sia stato per prima a presentare all'altro una scatola puzzle poco conta, anche se va detto che un po' tutto il merchandising europeo e americano dell'epoca tendeva a presentare come giapponesi anche dei puzzle inventati palesemente in occidente con l'idea di dare un gusto "orientaleggiante" agli appassionati di stranezze e novità. È lecito dedurre, però, che le scatole rompicapo siano nate in contesti diversi, probabilmente le portagioeielli hanno una chiara origine europea (la stessa forma ,chiave nascosta in uno scrigno, è più consona ai nostri prodotti) le himitsu bako sono sorte in giappone (lo si intuisce anche per l'uso popolare che ne veniva fatto). Come riporta nei suoi studi Slocum, quando apparvero ufficialmente nel 1830 le prime Himitsu Bako queste venivano chiamate come Sisake Bako o Tie Bako. Sisake significa "meccanismo" o "trucco" tie significa "idea". Queste contenevano corde, chiodi e strumenti da cucito ed erano conservate in delle ceste dai tessitori per nascondere ai ladri i propri strumenti di lavoro, un contesto pertanto lungi da quello marittimo-commerciale che avrebbe potuto influenzare la scelta di costruirle.

Possiamo considerare il 1870 come uno spartiacque. Se fino ad allora queste scatoline erano sostanzialmente piccole, prive delle caratteristiche decorazioni che ancora oggi conosciamo, con un meccanismo di apertura semplice, successivamente la loro fama accrebbe cominciando ad essere utilizzate come porta valori o per nascondere documenti importanti. Questa maggiore "fama" porto ad un sostanziale cambiamento di queste nelle dimensioni, nell'estetica e nel numero di movimenti necessarie ad aprirle. Se in origine i movimenti per aprire le scatole erano 2 a al massimo 3 da quel momento si congeniarono sistemi di apertura sempre più complessi che prevedevano anche 54 o 76 movimenti (esistono versioni a produzione limitata che ne prevedono 119-122-125 movimenti)

  
Nell'immagine la Himitsu bako realizzata dal maestro Maestro Okiyama San (119 Movimenti).
Ne sono state realizzate solo 19 esemplari tant'è che di recente un pezzo è stato battuto all'asta per 10 mila dollari. 
Con un numero così elevato di movimenti ci sono voluti mesi di lavoro per produrla.



Quando si compresero le potenzialità "commerciali" delle himitsu, aumentandone l''interesse, aumentò anche la loro dimensione . La grandezza venne calcolata sulla base del sistema di misura tradizionale cinese che corrisponde ai "soli".

 1 sole (mame) = 3,03 cm
2 soli = 6,06 cm
3 soli = 9,09 cm
4 soli = 12,12 cm
5 soli = 15,15 cm
6 soli = 18, 18
7 soli. = 21,21
ma possono comparire anche versioni da mezzo sole come
6,5 soli = 19,69 cm
7,5 soli  = 22,72 cm

Per quanto riguarda l'estetica, dal 1870 le scatole saranno o in legno laccato o impiallaciato. Un''impiallaciatura che viene realizzata con una tecnica tradizionale , detta Yosegi, che utilizza i legni tipici della zona di hakone, zona di produzione delle scatole, e che si caratterizza nell' aspetto finale da un elegante mosaico.


20 Tipici modelli Yosegi 



Le tavole di legno vengono tenute dagli artigiani in dei magazini con determinate condizioni di umidità poichè prima di essere tagliate e lavorate devono essere umide. Il video mostra la fase finale. I diversi legni vengono tagliati, ridotti in bastancini, incollati tra loro e piallati. Si otterranno dei fogli che saranno incollati sui mobili ai quali verranno destinati





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